Aldo Moro e Giuseppe Ungaretti

Aldo Moro e Giuseppe Ungaretti
Giuseppe Ungaretti con Aldo Moro

Aldo Moro (Maglie 1916 – Roma 1978). 

Uomo politico.

Aldo Moro e Giuseppe Ungaretti non ebbero molte occasioni per frequentarsi, pur vivendo a lungo nella stessa città (Roma). Tuttavia va dedicata qualche riga al loro rapporto: nel febbraio 1968, quando il poeta compì 80 anni, fu proprio Aldo Moro –  all’epoca presidente del Consiglio dei Ministri –  a dare un solenne ricevimento a Palazzo Ghigi in onore di Ungaretti. Ungaretti si presentò alla cerimonia col suo bastone col pomo d’avorio, un colbacco nuovo comprato in Svizzera, al dito un grande e antico scarabeo egizio, così grande da portarlo rovesciato verso il palmo della mano. Memorabile il suo intervento: «Non dico mai di avere ottant’anni: dico di averne quattro volte venti». Ed anche: «Non so se sono stato un vero poeta, ma so di essere stato un uomo; perché ho molto amato e molto sofferto, ho molto errato e ho saputo, quando potevo, riconoscere il mio errore, ma non ho odiato mai» (B. Di Monaco, I Maestri, scelta di articoli de «La Fiera Letteraria» dal 1967 al 1968, Lucca 2012). Moro invitò al ricevimento anche Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo. I tre poeti, però, non andavano molto d’accordo, come ci è testimoniato da Ariodante Marianni, all’epoca segretario del poeta:

Della scarsa cordialità e anche forse dell’imbarazzo che c’era fra loro, fui testimone al pranzo ufficiale, durante il quale, pur sedendo insieme al centro della tavola, non si rivolsero mai la parola. Ungaretti credo ne soffrisse; completamente isolato, tra i due che parlavano con i loro vicini, dava ostentatamente segno di annoiarsi. A me, che più tardi gli chiesi le impressioni sulla cerimonia non volle dir nulla, solo commentò “si sta meglio fra giovani”» (Claudio Auria, La vita nascosta di Giuseppe Ungaretti, Le Monnier, Firenze 2019).

Suggerimenti sulle principali opere di (e su) Aldo Moro, anche su edizioni originali e ristampe rare.