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Giuseppe Ungaretti, soprattutto prima d’affermarsi come uno dei più grandi poeti del suo tempo, svolse a lungo un «secondo mestiere», quello di giornalista. In una prima fase, avviata quando viveva ancora in Egitto, collaborò saltuariamente a diversi giornali alessandrini: «Al-Liwa», «Risorgete!», «Idea», «Unione della democrazia» e «Messaggero Egiziano»; poi – nell’immediato primo dopoguerra – venne la fase delle corrispondenze da Parigi per «Il Popolo d’Italia», il giornale diretto da Mussolini; infine ebbe diverse esperienze di carattere professionale: il «Nuovo Paese», il «Corriere italiano», «Il Mattino», la «Gazzetta del Popolo», «Il Tevere» e «Quadrivio». S’iscrisse all’Albo dei giornalisti professionisti nel 1931, dopo il licenziamento dal Ministero degli Esteri, dove fino a quel momento aveva lavorato come traduttore presso l’Ufficio Stampa.

Nel 1937, con la partenza per il Brasile, Ungaretti terminò l’esperienza di giornalista; collaborerà ancora con la stampa periodica, ma solo occasionalmente.

In queste pagine troverete notizie sui principali giornali a cui collaborò il poeta e sulle caratteristiche di quelle collaborazioni; troverete anche qualche passo significativo degli articoli di Giuseppe Ungaretti.

 

Per un approfondimento sul periodo in cui il poeta si dedicò con maggiore intensità al giornalismo si consiglia Mario Forno, La stampa del Ventennio, Rubbettino, 2005.; ed anche Fabio Pierangeli, Ombre e presenze. Ungaretti e il secondo mestiere (1919-1937), Loffredo, Napoli 2016.