«La Fiera Letteraria»

«La Fiera Letteraria» fu fondata a Milano nel 1925 da Umberto Fracchia. La rivista nel 1928 si trasferì a Roma, venendo diretta da Giovanni Battista Angioletti e Curzio Malaparte. Nel 1929 la rivista prese il nome di «L’Italia Letteraria», cessando le pubblicazioni nel 1936. La rivista riprese le pubblicazioni nel 1946 (direttore Angioletti), tornando a chiamarsi «La Fiera Letteraria» e avvalendosi di collaboratori prestigiosi: Corrado Alvaro, Vincenzo Cardarelli, Emilio Cecchi, Gianfranco Contini, Corrado Pavolini, Alberto Savinio e Giuseppe Ungaretti.  Cesserà definitivamente le pubblicazioni nel 1977.

Giuseppe Ungaretti fu spesso presente sulle pagine della rivista, sia come poeta che come critico letterario; per un periodo fu anche membro del comitato di redazione; a lui la «Fiera letteraria dedicò il numero del 1° novembre 1953.

Qui ci si limita a presentare un curioso intervento sulla «Fiera Letteraria» del 6 novembre 1927 di un giovanissimo Cesare Zavattini (in quell’occasione si firmava Giacomino)

Giacomino chiede scusa se talvolta gli capita di incontrarsi con della gente spiritosa, la quale allo spirito che possiede non può aggiungere un biglietto da visita illustre. È questo il caso dell’attore UNGARETTI, fratello del poeta di Porto sepolto. Avendo conosciuto una bella figliola, l’attore si avvia con costei per una passeggiata sentimentale. A un tratto, all’angolo d’un marciapiede, si posa davanti alla coppia in cerca di un patetico asilo un imponente signore; il quale, invece di far largo come si conviene alle creature felici, si pianta davanti alla bella giovane e con severissimo cipiglio le chiede:

– Dove va?

L’attore Ungaretti, insinua, soave:

– Dove andiamo … vorrà dire.

Ma quello, per tutta risposta, alzando un braccio fa cadere sulla guancia dell’attore un sonorissimo schiaffo.

– E poi? – chiedono quelli a cui Ungaretti racconta la su avventura

– E poi basta.

 

Ad Ungaretti, naturalmente, non piacque l’insinuazione di Giacomino d’avere un ‘fratello attore’ che accettasse di venir schiaffeggiato. Il poeta il 13 novembre 1927, rispose sulla «Fiera Letteraria» spiegando di non avere «fratelli attori. Ho un solo fratello che vive in Egitto. E gli schiaffi, occorrendo, sa darli e non riceverli».