«Nuovo Paese»

 

Il «Nuovo Paese» fu un quotidiano – sorto sulle ceneri del «Paese» ch’era stato chiuso il 28 ottobre 1922, giorno della Marcia su Roma  – uscito in edicola dal 2 dicembre 1922. Il «Nuovo Paese», diretto da Carlo Bazzi,  fu il primo giornale fascista nato dopo la conquista del potere da parte di Mussolini. Il quotidiano romano ebbe vita breve, chiudendo già nel gennaio 1925.

Giuseppe Ungaretti, fin dal novembre 1922, venne a sapere che si stava fondando «Il Nuovo Paese»; chiese subito a Michele Bianchi, segretario del Partito Fascista, di poter collaborare alla pagina letteraria del nuovo giornale; Bianchi dovette fargli presente che la scelta dei collaboratori l’avrebbe operata il direttore della pagina letteraria, una volta nominato; e uno dei possibili candidati era Soffici. Il poeta, dopo averne parlato anche con Cesare Rossi, capo dell’Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio, si mise in contatto con Soffici, e iniziò la sua collaborazione al giornale fin dal 9 gennaio 1923 con un pezzo firmato Giunga..; contemporaneamente, ricevette da Fausto Terrafranca, per conto di Bazzi, l’incarico per alcune ricerche di politica estera, retribuite con un piccolo stipendio. Il poeta scrisse diversi articoli letterari su quel quotidiano; il 31 marzo 1923 recensì Autobiografia, una poesia di Umberto Saba accolta su «Primo Tempo», la rivista diretta da Debenedetti: vi elogiava i «deliziosi canti di Umberto Saba», definendoli «d’un’ebrietà malinconica e perfetta, come quella che viene dal vino che sì è spogliato, limpido, generoso, fragrante!» (G. Ungaretti, Primo Tempo, «Nuovo Paese», 31 marzo 1923, ora in Saggi e Interventi, Mondadori, Milano, 1974, p. 992).