«Primo Tempo»

 

«Primo Tempo» venne fondata a Torino nel maggio 1922 da Giacomo Debenedetti. La rivista mensile chiuderà già nel 1923. Durante la sua brevissima vita accolse poeti del calibro di Eugenio Montale, Umberto Saba e Giuseppe Ungaretti.

In questi anni Ungaretti era entrato in contatto con Pietro Gobetti e Giacomo Debenedetti. La stima del poeta per Debenedetti e «Primo Tempo» emerge, ad esempio, da una recensione di Ungaretti apparsa sul giornale fascista «Nuovo Paese» in cui il poeta elogiava Autobiografia, una poesia di Umberto Saba accolta sulla rivista diretta da Debenedetti; vi elogiava i «deliziosi canti di Umberto Saba», definendoli «d’un’ebrietà malinconica e perfetta, come quella che viene dal vino che sì è spogliato, limpido, generoso, fragrante!» (G. Ungaretti, Primo Tempo, «Nuovo Paese», 31 marzo 1923, ora in Saggi e Interventi, Mondadori, Milano, 1974, p. 992).

Qualche mese dopo Ungaretti iniziò a collaborare al «Corriere Italiano», il giornale che aveva preso il posto del «Nuovo Paese». Il primo articolo del poeta, Roma africana, doveva uscire il 21 agosto; poi accadde qualcosa di poco chiaro e il pezzo fu censurato, forse per un’allusione alla relazione fra Mussolini e la Sarfatti. Ungaretti protestò con veemenza, ma la sua collaborazione al «Corriere Italiano» finì là. Tuttavia, nell’ottobre di quello stesso 1923, l’articolo del poeta, sebbene ampiamente rimaneggiato e con un titolo diverso (Viaggio in Egitto), sarà accolto su «Primo Tempo» (Viaggi e Lezioni, Mondadori, Milano, 2000, pp. LXXX e 1141).